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Roberto Tartaglia, talento del self publishing, hai qualche consiglio per me?

Quando ho deciso di rivolgermi al self publishing, mi sono messa a cercare su internet informazioni in proposito. Ed è così che ho scoperto un mondo fatto di persone coraggiose che credono in loro stesse. Scrittori appassionati e bravi public relator che presentano le loro opere al mondo con entusiasmo. Tra di esse mi ha colpito in particolare la storia di Roberto Tartaglia, un pioniere del self publishing che con il suo primo romanzo ha venduto ben 5000 copie…da solo! Mi sono messa in contatto con lui e in questi mesi si è rivelato oltre che talentuoso e informato, davvero disponibile a condividere. Voglio presentarvelo.

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1 Ciao Roberto, parlaci di te.

Ciao, che dire: classe 1977, lavoro come giornalista, addetto stampa, blogger, scrivo romanzi e sceneggiature…insomma, vivo di scrittura. Musicista, appassionato di arti marziali, mi piace qualsiasi cosa richieda creatività.

 

2 Cosa ne pensi del self publishing e come sei arrivato al “fai da te”?

Il self publishing, a differenza di quanti molti credono, non è un nemico dell’editoria tradizionale, è solo un nuovo modo di fare editoria. Il self publishing sfrutta la potenza del Web per permettere a chiunque di vedere pubblicata la propria opera.

Quindi, non è più un solo individuo (l’editore) a decidere se la tua opera vale o meno, ma è il tuo pubblico a giudicarti, a premiarti o scoraggiarti.

Io sono arrivato al self publishing nel 2009, dopo una serie di delusioni ricevute dall’editoria tradizionale. Chi mi ha ignorato senza neppure rispondere, chi mi ha proposto pubblicazioni a pagamento, chi contratti ventennali nei quali di chiedeva la cessione dei miei diritti d’autore.

“Io ho faticato da matti per scrivere questo libro, e ora un editore si mette in testa di appropriarsi della mia opera per vent’anni, lasciando a me solo le briciole delle vendite? – Mi sono detto -Piuttosto rimetto il libro nel cassetto!”

Ma sono troppo testardo per mollare, così ho scoperto il self publishing, tramite ricerche sul Web. E me ne sono innamorato.

 

3 Il tuo romanzo Casus Belli è stata un’esperienza di successo. Com’è andata e cosa ti è rimasto di questa avventura?

Tutto è partito come una semplice sfida, ma si è trasformato in qualcosa di più. Volevo dimostrare a me stesso che potevo vendere molte copie anche senza l’aiuto di editori e case editrici.

All’inizio sono andato a intuito, solo dopo ho affinato le mie tecniche di personal branding e marketing. Ma il più era, ormai, fatto. In quei mesi di boom non ne sapevo proprio nulla di questo mondo. Era qualcosa di completamente nuovo, per me.

Quel piccolo successo che, però, è stata la spinta giusta per trasformare una sfida fine a se stessa in un percorso di crescita personale e imprenditoriale.

 

4 Lo Scacciapensieri è la tua nuova opera. Perché dovremmo leggerlo?

Come ho dichiarato pubblicamente, nel video di presentazione del romanzo, io ho la Sindrome di Tourette, una sindrome rara e incurabile, di origine neurologica. E, anche se oggi ne parlo con disinvoltura e senza più aspetti disturbanti, ho passato dei momenti bruttissimi, in passato. Soprattutto perché non sapevo cosa avessi e come poterne uscire. Solo quando il Professor Gianfranco Morciano mi ha guidato nel percorso di uscita, ho capito che la Tourette non è un nemico, ma un’alleata. E ho scoperto una serie di facoltà mentali che sospettavo solo di avere, senza averne certezza.

Per questo ho scritto “Lo Scacciapensieri”: per portare, tramite il fascino del mistero, degli intrighi e dei colpi di scena, l’attenzione collettiva su un tema tanto delicato e sconosciuto. Per dare a tutti i tourettici un esempio di vittoria sulla Sindrome, una speranza di vita serena.

Ma non è un libro solo per tourettici, anzi, è un giallo intrigato, pieno di sorprese e ritmi serrati, con una bella storia d’amore sullo sfondo. Un romanzo per tutti gli amanti del genere, insomma.

 

5 Progetti futuri?

Nuovi romanzi, ovviamente. Ma anche una serie di eventi, a livello nazionale, atti a sensibilizzare, sul tema della Tourette, quante più persone possibili. E, ovviamente, lo sviluppo del mio progetto Vivere di Scrittura, con consulenze, corsi e approfondimenti specifici che nessun’altro offre.

 

6 Dove possiamo seguirti per approfondire la tua conoscenza?

Sui siti www.robertotartaglia.com e www.viverediscrittura.it. Lì ci sono tutti i miei contatti social, i miei blog, il modulo per inviarmi email e quello per iscriversi alle mie newsletter gratuite per ricevere, da quella di robertotartaglia.com, racconti inediti, giochi da fare insieme e news, da quella di viverediscrittura.it, invece, guide e videoguide su come autopubblicarsi e autopromuoversi con successo.

 7 Sai che sto per pubblicare un romanzo in self publishing. Hai qualche consiglio per me?

Prima di tutto assicurati che il libro sia ben scritto, altrimenti fai autogol. Poi, scegli il servizio di self publishing giusto per te.

Ecco appunto. :-)

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COMUNICARE, dal latino COMMUNICARE render comune, far altri partecipe di una cosa; dare notizia, ragguagliare.

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