Counseling

Cosa chiedono i genitori?

Ultimo incontro con i genitori. Anche questa volta ne esco arricchita, soprattutto dalla luce negli sguardi amorevoli delle mamme, che escogitano mille sotterfugi per crescere i bimbi felici limitando i capricci. Qualcuno sbaglia clamorosamente, qualcuno si avvicina alla perfezione, tutti procedono per tentativi, guidati dall’affetto.

Le domande più ricorrenti sono…

Se urla come se lo stessi uccidendo, lo devo ignorare?

Quali bisogni nasconde un bambino dietro un capriccio?

Se si ostina a fare tardi, mi sta sfidando?

Va bene premiarlo ogni volta che mi obbedisce?

Se mi dice non parlarmi più, vuole che gli parli?

Meglio insegnargli a litigare da adulti o fargli scaricare la rabbia?

Cosa pensate che gli abbia risposto?…

…Non sono Tata Lucia!!! 🙂

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5 thoughts on “Cosa chiedono i genitori?

  1. Che i genitori siano “guidati” dall’affetto è la sostanza della natura umana; siamo programmati per applicare questa protezione. Il piccolo dell’uomo ha un periodo di crescita troppo lungo da affrontare e come tale è da accudire ed istruire per affrontare il mondo, la realtà.
    Procedere per tentativi non è giusto o sbagliato ma di certo è una metodica non facile nè semplice da gestire ad esempio nessuno sa quanto a lungo deve durare un nuovo tentativo. Certo è che non funziona subito al primo tentativo soprattutto se bisogna sostituirlo con un comportamento già esistente; altra cosa è verificare gli effetti immediati laddove sono attendibili. Molti genitori dicono spesso “ho provato di tutto” ed è vero l’errore è nella perseveranza nella metodicità e questo un genitore non può saperlo deve impararlo.
    Tata Lucia è brava, molto brava, ho seguito anni fa alcune puntate ma non ha “inventato” nulla; applica le leggi dell’insegnamento e conosce i processi di apprendimento che esistono da quando esiste l’uomo. Certo possiede (sicuramente) un’esperienza enorme ed una capacità di osservazione indipendente da influenze affettive che le consente di “vedere” una dinamica inefficace nell’atto educativo ed isolarla per modificarla. Si disimpara qualcosa che si è imparato.
    Il mio contributo si ferma qui, dalle domande dei genitori posso solo ricavare che si è stabilita una relazione, una interazione, disadattiva e quindi (ed è questo il problema dei genitori me compreso) cercare la soluzione come se quel comportamento fosse all’interno del bambino. Quel comportamento fa parte della metodica educativa se non va bene bisogna modificarla. Mettere pensieri di adulti nella testa dei bambini (tipo “vuole punirmi? mi sfida?” etc.) è a mio parere l’errore educativo più pericoloso però mi rendo conto che faccia parte di una cultura che, in qualche modo, ci trasmettono o ci invitano a seguire.
    Chiedo scusa per il commento; so di non essere “simpatico” a molti quando affermo talune cose ma posso garantirvi che non desidero né voglio incolpare genitori ed educatori, dargli addosso trovare il “colpevole”. Non faccio, né sono, avvocato, ho fatto altro ma ho imparato tutto quello che so dai bambini. Sono degli ottimi insegnati.
    Con grande stima
    Renato Gentile

      1. Nessuna accusa, nessuna critica; va benissimo quello che fa. Ho cercato di dare il mio contributo. Io ascolto, guardo e cerco di dare un modesto contributo. Lo sottolineo ancora una volta dal mio blog; i bambini mi hanno insegnato tanto.
        Buon lavoro
        Renato Gentile

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