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Come la foresta ama il fiume. Storia di una Resistenza: recensioni parte 1

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“Un libro che non esito a consigliare perchè oltre al crescente coinvoligimento nella vita quotidiana di questa piccola comunità e in quella meno consueta della protagonista, ho sentito una certa affinità con una ragazza, Milen, immatura e inesperta, catapultata da un mondo protetto a uno più crudo e brutale, dove crescere diventa necessità. Processi mentali e comportamenti riconoscibili in (una) tante ragazze, molte possono identificarsi, così come riconoscibile è la voglia di amare di tante (tutte?). Davvero piacevole e scorrevole. Un’ottima lettura”. Francesca V.

“Ciao Anna Laura, pur non essendo un’accanita lettrice di romanzi con trama storica, per la prima volta ho divorato il tuo libro in pochissimi giorni per quanto mi ha preso l’ambientamento dello stesso, i personaggi, e la scioltezza del tuo romanzare. Ho passato il libro ad amiche che entusiaste del mio commento hanno voluto leggerlo, complimenti e al tuo prossimo lavoro”. Italia T.

“Considerando il mio lato romantico, poco mi è importato del lato storico. Mi è piaciuto molto il libro perchè, alla fine, si è rivelato molto realista nella storia dei due giovani amanti, oltre che della storia stessa intesa come periodo storico. Oggi esistono ancora tantissime Milen, bisognose di essere appoggiate e sentirsi amate soprattutto di fronte a scelte di vita importantissime. Io sono una Milen”. Agnese L.

“Mi considero una lettrice occasionale, (scavando nella mia memoria non credo di aver letto più di un libro all’anno!) quindi trovarmi di fronte ad un “mattone” composto da 415 pagine, di primo impatto mi ha un pochino preoccupato…contro ogni più realistica aspettativa in 15 giorni esatti sono riuscita a leggerlo!
Il libro si lascia leggere da solo: i capitoli sono corti e si crea sempre un pò di suspance che ti fa dire: “Devo leggere anche il prossimo capitolo prima di mettermi a letto, devo assolutamente sapere cosa succede!”
La cosa che più mi ha colpito è stato il mio coinvolgimento nella storia, come se la vivessi in prima persona, che ha fatto si che arrivassi alla fine con le lacrime agli occhi!
Che altro dire…aspettiamo con ansia il prossimo romanzo di Anna Laura Biagini!” Monia P.

“Come la foresta ama il fiume. Storia di una Resistenza, un bellissimo romanzo. Leggendo sembra di viverlo in prima persona”. Tiziana C.

“Avrei voluto avere un uomo come Ivan nella mia vita”. Marisa S.

“Lettura veloce, appassionante, carica di descrizioni particolari fatte di con i sensi, udito…olfatto…vista e poi il senso del  surreale che eleva e impreziosisce le percezioni  comuni. Condivisione incalzante delle necessità più  concrete come fame e riposo, delle aspettative di amore , amicizia e famiglia che si impongono nonostante un momento storico che dilania violentemente gli animi, distrugge i progetti di vita, divora i sentimenti umani e li sovrasta. Scenario misto di lotta, strategie paradossali e crudeli, abnegazione professionale e devozione al servizio, tutto coeso da un forte senso di appartenenza ad una comunità varia che soffre e spera. Storia carica e densa offerta dall’eroismo femminile fatto di istinto e senso di  giustizia (Milen), affrancato dalla passione moderata ed edificante maschile  (Ivan), turbato dai toni austeri degli obblighi militari e morali non sempre condivisibili seppure fraterni (Dema), frenato dai doveri coniugali (Igor), consolato dall’amicizia disinteressata che nonostante la negata verità è pur sempre sincera (Valentin)”. Grazia T.

“Fughiamo subito i dubbi della scrittrice: il romanzo è molto bello, appassionante e scritto bene.
Credo che ci fossero tutti gli ingredienti per scrivere una storia memorabile: quel contesto storico che ogni tanto è bene ricordarsene, quei luoghi magici fuori dal mondo, quei personaggi che forse trovammo nei racconti dei nostri nonni, la storia d’amore, d’amicizia e di dovere. Come genere letterario siamo quasi vicini ad un Romanzo di Formazione, esso ci racconta l’evoluzione di Milen verso l’età adulta e una nuova presa di coscienza. Sia il contesto storico-sociale sia le vicende tra i personaggi e soprattutto la storia d’amore fanno da “contorno” (più o meno marcato) alla formazione del protagonista. Lo stile è fatto di una narrazione molto appassionata e quasi barocca, che va a contrastare con il contesto guerrafondaio. Credo che l’autrice sia stata talmente rapita dai luoghi e dalla storia che ogni singola lacrima, ogni singolo bagliore di luce tra gli alberi ed ogni goccia di sangue doveva essere raccontato. Si può dire che la sua scrittura mi ha trascinato dentro la storia assaporando ogni attimo e catapultandomi dentro le vicende. Vorrei spendere due parole sui personaggi e sul contesto storico della vicenda. Milen è l’espressione artistica della scrittrice, un personaggio talmente bello da sembrare reale. I personaggi di contorno sono anch’essi molto ben rappresentati e descritti, avendo tutti le loro caratteristiche ben definite. Il personaggio di Ivan invece –devo dirlo a costo di far infuriare le migliaia di fan dell’universo femminile– non mi è conquistato: mai una sbavatura, mai una parola fuori posto, credo sia un personaggio troppo stereotipato (ai livelli del principe azzurro di Biancaneve ndr); persino alla fine del libro mi ha dato questa impressione. Vorrei infine ringraziare Anna Laura per avermi fatto conoscere un pezzo di storia di una resistenza, un luogo e una terra carichi di significati, che fino ad oggi ignoravo. E per aver raccontato una guerra di uomini e non di ideali”. Stefano A.

“Ho la febbre ed è da stamattina che leggo il tuo libro, ora non posso dirti definitivamente che penso, ma come mi hai detto tu una volta in macchina, io sento come se lì tu ci sia stata davvero… Penso che non conti uno come scriva o che storia racconti ma arrivare al cuore delle persone, trasmettere qualcosa, farmi sentire lì anche se sono a letto, sentire la voce, i sentimenti, le emozioni dei protagonisti, i profumi e gli odori dei luoghi e tu ci riesci perfettamente”. Giorgia S.

“Non un libro, ma IL libro che ti fa dire “ecco perché leggo”. Dalla prima pagina capisci che verrai rapito, non fatichi ad entrare nella storia, ma diventi la spettatrice di un cambiamento che accompagna tutti i personaggi.
Milen è una di noi, una ragazza insicura, spettatrice della propria vita che ad un certo punto dice basta, ma proprio come una di noi ci riesce solo in parte.
Dopo aver letto il libro, aver riso con Milen, essermi indignata con Dema, simpatizzato per Ivan, ho pianto… per tutti quei personaggi così realistici che non avrebbero più accompagnato le mie giornate e per un finale VERO che ti spinge a fare qualcosa di diverso della propria vita”. Tiziana M.

“Come la foresta ama il fiume, come un uomo ama una donna, come la passione nutre un’ideale, come l’odio e la follia umana alimentano una guerra, la  seconda guerra mondiale che fa da cornice al romanzo di Anna Laura Biagini, scrittrice di prima penna dalla grande capacità narrativa che riesce ad avvicinarti con tutti i cinque sensi ai quei luoghi sconosciuti. Un romanzo che ti permette di entrare nelle vite lontane di partigiani che inseguono un solo sogno: la fine della guerra. Ma la vita va avanti e tra le pagine di questo libro, oltre l’odore di morte e tanfo di sangue, si sente il profumo e la freschezza dei sentimenti che alimentano la giovane Milen, protagonista impavida e audace, un personaggio moderno, una ragazza  che vivrà conflitti ben più profondi di quelli che può lasciare solo la guerra. Il merito più grande che si può ascrivere all’autrice è quello di aver ben dosato nella sua scrittura la storia e gli eventi quotidiani di uomini e donne che nel lavoro, nell’amicizia, cercano di ricreare una normalità spezzata violentemente dalla guerra, di aver catapultato il lettore in una dimensione reale e atroce, ma dove l’essere umano continua con forza ad amare, a credere e a non smettere di sperare. Un romanzo dove si  lotta, si fanno progetti, dove per gli ideali, dalla follia nazista a quelli di libertà, si è disposti a tradire, uccidere, annientare se stessi e dove l’amore e l’amicizia hanno lo stesso sapore che in tempi di pace. A fine lettura Erna ti mancherà, ti sembrerà di aver percorso i corridoi di quell’ospedale partigiano nascosto nella foresta e di aver fatto parte di qualcosa di importante. Quello che ti lascia la lettura è una riflessione profonda sulle scelte della vita, che non sono mai imprescindibili dal contesto nel quale si realizzano e soprattutto non sono mai o giuste o sbagliate, ma sono semplicemente strade da prendere, da calpestare, da vivere e non trova spazio né il rimpianto né  il rimorso, ma solo il ricordo”. Alice S.

“Il tuo libro è bellissimo, talmente puntuale nelle descrizioni che te lo porti dentro sempre. La tua è narrativa pura, fatto di per sè raro, ma la poesia che l’accompagna è il senso della foresta. Fatti ed emozioni sono inscindibili. Sei una scrittrice estremamente precoce per una narrazione di tal genere” Ivana M.

“L’ambientazione del romanzo fa già sognare. Lettura piacevole e scorrevole. Scrittura fluida, comprensibile. Già a metà la storia ti coinvolge, ti fa arrabbiare. Ho provato forti emozioni pensando al sacrificio delle persone che hanno donato la vita e fatto grandi rinunce, anche con l’inganno, per questa causa”. Franca

“Un romanzo emozionante, descrittivo incorniciato dal periodo storico in cui si svolge, periodo nel quale i sentimenti più semplici vengono messi a dura prova come se fosse una vergogna poterli provare: la fine della seconda guerra mondiale e la lotta partigiana. Un romanzo colorato e a tratti avvincente, belle le descrizioni dei luoghi e delle attività dei personaggi. Un amore pulito che va oltre le brutalità della guerra, una sofferenza intima e delicata che traspare nei dialoghi e nelle caratteristiche dei personaggi. Amicizia e amore i temi dominanti ma anche sentimenti come la devozione verso il proprio lavoro e verso il prossimo caratterizzano tutta la storia nella quale, in maniera molto pertinente vengono riportati fatti storici. La protagonista del romanzo, è una ragazza semplice ma determinata che vivrà sentimenti contrastanti nel corso della storia, che si troverà ad affrontare il dolore ma anche l’amore più puro e passionale in tempi dove pensare di innamorarsi di nuovo sembrava essere un peccato. Poi ci sono l’insegnante chiamato ai doveri dell’esercito, capace di restare fedele fino alla fine al suo più grande amore compiendo scelte difficilissime per il bene e in nome della sua amata. L’amico sincero e affettuoso. Il fratello coraggioso e premuroso. Il periodo storico muterà per sempre gli stessi personaggi che, segnati dagli eventi, si ritroveranno cambiati nel profondo. Un romanzo che fino alla fine riesce a regalare quella curiosità che rende una storia speciale. Molto pertinente anche la descrizione dei luoghi, dei sapori e degli odori che rendono le vicende dei personaggi più vere quasi come se il lettore, chiudendo gli occhi, potesse immaginare di trovarsi all’interno della storia.
Un finale che da speranza, carico di emozione e di amore. Quell’amore che va al di là della vita ma che, se è vero, resta dentro per sempre”. Katia V.
“Finito di leggere qualche giorno fa. Lettura scorrevole, emozionante, soprattutto nelle ultime pagine…poi, guardando le foto della vera Erna, mi sembra di essere stata davvero lì…Ed io, che non sono un’accanita lettrice, lo rileggerei volentieri e lo vedrei trasformato in un film. Complimenti!” Alessandra D. M.

3 thoughts on “Come la foresta ama il fiume. Storia di una Resistenza: recensioni parte 1

  1. Un libro davvero piacevole da leggere…ogni sera leggevo fino a che non mi si chiudevano gli occhi, sempre curiosa di sapere le vicende successive…mi sono sentita partecipe della storia…ho immaginato Erna, ho attraversato con i miei pensieri i sentieri della foresta, ho vissuto le sensazioni di Milen, ho provato l’ansia dei personaggi mentre erano nei rifugi ad aspettare che l’inferno delle bombe terminasse,…ho sentito il nodo alla gola quando il dottor Sperling racconta la sua storia, lui che non è morto per essere capitato al “posto giusto” della lista, ho provato ammirazione per quella parte giusta dell’umanità, che poteva sopravvivere solo in una realtà “invisibile” come Erna, lontana da un mondo pieno di disumanità.
    Davvero, complimenti. Paolina

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