Counseling

Counseling, patologie cliniche ed emozioni

Come spesso ho scritto, il counseling è un’ottima pratica per affrontare innumerevoli disagi e volgerli al benessere. A volte però, in caso di patologia, è oppotuno rivolgersi ad un altro tipo di professionista. Il counselor è in grado, con gli strumenti di cui è in possesso, di individuare se il problema del cliente necessità di un invio ad un professionista differente, come ad esempio uno psicoterapeuta, che può fornire anche un supporto farmaceutico.

Il counselor non deve obbligatoriamente essere capace di individuare il tipo di patologia nè tanto meno saper stilare una diagnosi. Deve però accorgersi del sintomo, parlarne con il cliente e suggerire un percorso diverso. Magari aiutandolo nel contattare un professionista adeguato con cui il counselor stesso è in rete.

Ciò non toglie che spesso, molte emozioni che si accompagnano a patologie cliniche, come tristezza, rabbia, paura, possano comunque essere affrontate con un counselor, che, collaborando con lo psicoterapeuta in un affiancamento, coadiuva per dare il miglior servizio alla persona in difficoltà.

E’ ormai risaputo che molti problemi medici hanno profonde connessioni emozionali. E’ prezioso quindi l’aiuto del counseling che non può guarirci, ma può alleviarci e renderci consapevoli che cambiando atteggiamento, possiamo curare gran parte dei nostri mali.

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Il segreto è cambiare atteggiamento
Il segreto è cambiare atteggiamento

 

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