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Come la foresta ama il fiume. Storia di una Resistenza: recensioni parte 2

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“Cara Anna Laura non sono brava a descrivere quello che mi succede quando leggo un libro appassionante come il tuo spero di essere chiara. Innanzitutto ho letto il tuo libro ricavandomi spazio durante il tempo passato ad allattare mia figlia e lei con me ha condiviso le palpitazioni ! Quando leggo un libro io entro dentro di lui e mi sono ritrovata catapultata ad Erna! Io amo la natura, è stato facile ritrovarmi a respirare i profumi della foresta. Sono stata l’ombra di Milen per tutto il tempo, mi sentivo di sostenerla nei momenti duri, anche durante l’assistenza ai malati io ero li. Sentivo il suo dolore sia dell’anima che fisico! Ma quando (spoiler 🙂 ) non ce l’ho fatta. Ho interrotto la lettura per alcune settimane. Ma dopo ho iniziato a pensare che non potevo lasciare un’amica da sola ad affrontare tutto questo dolore, cosi ho ricominciato a leggere e ho accompagnato Milen sino all’ultima parola, sostenendoci insieme abbiamo capito che l’amore puro è vero rimane anche se si è lontani e distanti! Mi manca Milen e a volte mi piace pensare che lei adesso si trovi ancora ad Erna insieme ad Ivan! Grazie ancora per avermi fatto vivere momenti intensi!” Agnese M.

“Ambientare tutto il libro in un luogo piccolo e ristretto é  stato molto rischioso, invece é andata bene perché anche se tramite la protagonista si avverte talvolta il senso di claustrofobia, le vicende raccontate sono interessanti e fanno venire voglia di continuare a leggere. Personalmente ho provato a tratti un pó di antipatia verso la protagonista, a cui avrei voluto dire di svegliarsi e smetterla di fare la finta ingenua… ma effettivamente é una donna di un’ altra epoca rispetto alla scrittura del libro, inoltre non aveva mai vissuto fuori dalla sua cittadina ed era stata probabilmente educata per essere una donna a cui non era necessario richiedere molto. Il libro mi é  piaciuto molto ma il finale mi ha rattristato un po’, per quanto sia coerente con l’ animo della protagonista”. Francesca B.

“E’ troppo poco segnalare “MI PIACE”! E’ davvero una storia stupenda, ambientata in un luogo di sofferenza, di privazioni e di grandi delusioni. Ma la forza, il coraggio, l’altruismo e l’amore hanno suggellato i valori veri della vita, dando un tocco magico a tutti gli eventi citati nel libro Come la foresta ama il fiume. Leggerò anche “I Racconti di Corvino”. Brava! Leggere il libro di Anna Laura Biagini, mi ha affascinata, mi ha coinvolta e mi ha fatto provare emozioni suggestive. E’ una storia fortemente penetrante nell’animo, dove prevalgono grandi valori: altruismo, coraggio, desiderio di libertà e, soprattutto, AMORE, quell’amore puro ed autentico che, nonostante gli eventi tragici, è continuato a vivere nel tempo. Complimenti all’autrice!” Anna Maria G.

“Anche nelle parole scritte trovo il silenzio come nel movimento del mimo. Il libro l’ho letto un pò tardi per non lasciarlo e riprendenrlo. Il suo bel ritmo a volte veloce mi ha coinvolto con i suoi personaggi ben caratterizzati, in particolare Valentin, senza escludere gli altri. Mi ha commosso. Bel colpo di scena nel finale. Ti auguro un bel viaggio nella scrittura e successo.” Vincenzo

“Pur riconoscendo la pigrizia iniziale ad accostarmi al libroCome la foresta ama il fiume, tuttavia devo ammettere l’interesse sempre più preponderante nell’addentrarmi alla lettura! BRAVA ANNA LAURA!! Hai descritto talmente bene la realtà storica, i luoghi e i sentimenti dei personaggi che mi sono trovata così coinvolta da identificarmi con la protagonista: nè ho condiviso il coraggio lo spirito di adattamento, l’affetto fraterno, il valore dell’amicizia e il rimpianto di un amore sempre vivo nel tempo! Conclusione Anna Laura, nell’augurarti tanta buona fortuna ti dico che rileggerò il libro un’altra volta dal momento che l’ho divorato in pochissimo tempo e sarà motivo di orgoglio da parte mia e occasione di regalo per il Natale sono certa molto gradito!” Paola G.

“Merda, ho appena finito il libro. Allora… premesso che vado di corsa quindi spero di essere esaustivo, premesso che non leggo mai romanzi… e che quindi non sono un esperto del genere, è scritto benissimo, non sapevo tu avessi questa dote ed io guardo anche i peli. Il tuo è veramente scritto bene. Non so cosa ti abbia spinto a trattare un argomento del genere, comunque sei stata bravissima sia per l’argomento che hai trattato che per come l’hai trattato. Milen da subito non mi è stata tanto simpatica, mi piaceva ma un po’ troppo pippona… vive la vita in un modo che sopporto poco… comunque tipico delle donne. Il libro comunque è scorso bene, l’ho letto un po’ distratto fino alla pagina 386poi BAM di li alla fine l’ho letto con un magone assurdo sul petto. Immaginavo che sarebbe successo qualcosa… non mi aspettavo tutta quella profondità. Le sensazioni che ho provato leggendolo, mi hanno riportato a sensazioni che ho provato nella vita…se l’arte è dare sensazioni, tu hai centrato l’obbiettivo”. Stefano C.

“Scrivere questa recensione è come salutare Milen e quella foresta che per molti mesi ha animato i pomeriggi miei e della scrittrice. Tuttavia c’è una frase di Salinger che mi rincorre ogni volta che penso a Come la foresta ama il fiume: Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Io ho avuto questa fortuna. Ho avuto la possibilità di vedere l’intreccio che prendeva vita, modificava i suoi lineamenti, cresceva e maturava insieme ad Anna Laura. Ho avuto l’opportunità di leggere i personaggi nei dubbi e nell’intraprendenza di una donna che stimo. Vedere il romanzo stampato e poi pubblicato è stato come assistere all’acme di un percorso interiore che ha raggiunto la sua perfezione nelle ultime pagine di un racconto dall’impronta neorealista. Mi mancherà ogni singolo personaggio, avrò nostalgia di un posto che ho abitato nella mia mente fino a sentirlo anche mio e questi sentimenti sono germinati grazie all’eleganza descrittiva e immaginifica di un’amica per la pelle”. Valentina F.

“Un libro davvero piacevole da leggere…ogni sera leggevo fino a che non mi si chiudevano gli occhi, sempre curiosa di sapere le vicende successive…mi sono sentita partecipe della storia…ho immaginato Erna, ho attraversato con i miei pensieri i sentieri della foresta, ho vissuto le sensazioni di Milen, ho provato l’ansia dei personaggi mentre erano nei rifugi ad aspettare che l’inferno delle bombe terminasse,…ho sentito il nodo alla gola quando il dottor Sperling racconta la sua storia, lui che non è morto per essere capitato al “posto giusto” della lista, ho provato ammirazione per quella parte giusta dell’umanità, che poteva sopravvivere solo in una realtà “invisibile” come Erna, lontana da un mondo pieno di disumanità. Davvero, complimenti”. Paolina D.P.

“Ho avuto il piacere di leggere il tuo libro. Ho gradito molto la particolarità con cui sei riuscita a raccontare la guerra, pur non essendo l’argomento in primo piano. Mi ha colpito l’esaltazione di quel “miscuglio” di sentimenti che la guerra è capace di scatenare: dalla solidarietà, alla follia, al fanatismo, alla disperazione, fino alla speranza di chi crede in un solo ideale, quello di un mondo migliore, in cui la guerra sarà solo un brutto ricordo. Sono rimasta affascinata dall’idea che potesse esistere una realtà come quella di Erna, dove i compagni collaborano giorno e notte per salvare quelle vite umane, che la guerra disumana vuole distruggere. Infine ho apprezzato anche la semplicità e la fluidità del linguaggio. Che dire…complimenti! Al prossimo libro!” Federica C.

“Il libro l’ho finito circa 2 settimane fa. Come l’ho trovato: bellissimo e impegnativo. Indubbiamente è un libro che devi voler leggere, non è una storiella che puoi leggere così alla leggera. Alla fine ho pianto, lo ammetto. Il libro mi ha lasciato un senso di tristezza e rabbia allo stesso tempo. Tristezza per un amore struggente e mai vissuto fino in fondo. Rabbia per una vita che ha preso una direzione scelta da altri in nome di qualcosa, a loro discrezione, più importante.
Ammetto che il finale mi ha spiazzato. Il libro mi lascia parecchie domande. Esiste un bene “superiore” all’amore? Si può sacrificare e segnare la vita di una persona  in nome di un ideale? Ammetto che la mia è una visione da uomo/maschio.
Ti devo fare i complimenti e ti lascio un ultimo pensiero. Ho concluso il libro convinto di aver letto una storia straordinaria, da libro. Poi mi sono accorto che in realtà non va così lontano dalla vita di tutti i giorni dove consapevolmente o meno ci troviamo a compiere scelte che inevitabilmente segneranno la vita di chi ci sta vicino”. Roberto S.

“Per me leggere un libro significa visitare un mondo nuovo, accompagnata e guidata dalla mano invisibile dell’autore, che alla fine diventa un po’ mio amico. Mi sono subito sentita rapita dal verde, dall’umido e dal freddo del bosco di Erna; ho seguito con partecipazione le vicende partigiane di un confine tanto particolare; ho tifato per l’emancipazione di Milen; ho palpitato per l’amore puro e  travagliato dei due protagonisti. Mi è quasi dispiaciuto finire il libro, anche se sapevo di doverne leggere
ancora tanti per il Premio. Lei ha raccontato una bella storia e lo ha saputo fare bene. Le auguro di continuare a scrivere e di avere il successo che merita”. Annarosa C.

“Cara Anna Laura, dopo la seconda lettura del tuo libro sono ancora più sconcertato. Perché al fatto che un libro mi appassionasse tanto alla prima lettura da farmi fare le 4 di mattina o da farmi tornare a casa a leggerlo ero abituato. Non ero abituato però al fatto che alla seconda lettura in poco meno di 4 mesi lo stesso libro mi suscitasse lo stesso meccanismo.
Credo di poter dire che è uno dei libri più coinvolgenti che abbia mai letto; un libro che mi ha fatto essere partigiano, infermiere, medico, amante, ferito; un libro che mi ha coinvolto ed accolto e che lascia una traccia profonda di ricordi e di emozioni difficilissimi da mandar via. Anche adesso, mentre scrivo, mi pare di sentire l’odore dell’alcool nelle infermerie, il tanfo dei nascondigli, il profumo delle zuppe della mensa…..mi sembra di vedere la fontana, i visi ed i volti di ogni essere umano citato in quel libro. Eccita la fantasia il tuo libro, quella fantasia secca però, asciutta, che ti fa immaginare ma che ti inchioda alle sensazioni ed alle emozioni dei personaggi. Eccita la fantasia ma senza esaltarla, senza andare oltre il concesso di quella che era la situazione ed il contesto storico……è una fantasia razionale che ti permette di immaginare solo l’essenziale lasciando alle emozioni e alle sensazioni la coloritura delle personalità dei personaggi.
Una raccomandazione però: non farne un film. Distruggeresti una costruzione emotiva fatta pagina dopo pagina, riga dopo riga, parola dopo parola…….
Non credo di essere riuscito a descrivere e scrivere chiaramente le emozioni che ho provato ma posso solo dirti: Grazie di averlo scritto!”  Massimiliano C.

Recensione e intervista di Anna Romana Sebastiani

“Un romanzo interessante, ricco di un passato sconvolgente. Una lettura scorrevole. Devo farti i miei complimenti, aspetto l’uscita del prossimo romanzo” Valeria B.

Recensione di Tullio Bulgari

“La storia d’amore travolgente ti incuriosisce e ti coinvolge tantissimo, al punto di dover sempre continuare la lettura, per sapere… L’autrice è stata bravissima ed ha fatto leggere anche coloro che non erano amanti della lettura” Rita B.

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