Counseling

La parola chiave è empatia

Ho parlato più volte dell’abilità che un percorso di counseling può insegnare, ad ascoltarsi e riconoscere le proprie emozioni. Questa capacità risulterà però poi utile anche nel comprendere e ascoltare gli altri. Quando qualcuno è arrabbiato, allegro o triste, capita spesso che ci contagi. Stare con le emozioni dell’altro non è semplice eppure questa è la via per instaurare una vera e autentica relazione. La parola chiave è empatia. E vale anche nel verso opposto. Se vogliamo farci comprendere, dobbiamo dismettere le nostre protezioni e permettere che l’altro ci veda nella nostra debolezza, nella nostra fragilità ma anche splendenti della nostra forza. Si sa che l’invulnerabilità dei supereroi li rende spesso soli.

Il counseling aiuta a capire le affinità che ci legano e ad accettare la vulnerabilità, dono che ci porta ad essere empatici, a poter essere quindi avvicinati per entrare in contatto con chi può e vuole condividere le emozioni con noi. Non parlo quindi di una debolezza, ma di una consapevolezza che dona immensa forza, la forza che poi ci sarà utile nella difficoltà. Sopporteremo il disagio senza spezzarci, capiremo il problema di chi ci sta vicino e questo non solo ci arricchirà ma ci darà vitalità perchè il legame interpersonale si autorinforza, senza sottrarre energia. L’energia fluisce da me a te e torna indietro più vitale.

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Empatia
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